Urologia

Attività principali dell’Unità Operativa di Urologia della Clinica San Camillo di Cremona

 

L’attività diagnostico-terapeutica dell’Unità Operativa di Urologia affronta praticamente tutte le patologie, semplici e complesse, dei reni, delle vie urinarie, della vescica, della prostata e dei testicoli.

Tra le varie attività, vengono garantite prestazioni di bonifica della calcolosi renale, ureterale e vescicale (RIRS, ULL, ULT, LTV) tramite trattamento endoscopico con laser ad olmio, utilizzando strumentario rigido o flessibile altamente tecnologico.

E' anche possibile effettuare trattamenti della calcolosi urinaria con tecnica extracorporea tramite litotritore ad onde d'urto (ESWL).

L’Unità Operativa di Urologia ha anche una vasta esperienza nel trattamento dell’incontinenza urinaria femminile (dopo isterectomia) e maschile (dopo prostatectomia radicale) con tecniche chirurgiche, endoscopiche e di elettrostimolazione del pavimento pelvico.

In particolare, per quanto riguarda il trattamento dell’incontinenza urinaria maschile, l’Unità Operativa di Urologia vanta una delle casistiche più ampie d’Italia basata sull’utilizzo del dispositivo AMI ATOMS, che risolve i problemi di incontinenza urinaria in circa l’80% dei casi trattati, anche in pazienti sottoposti a chirurgia e radioterapia per neoplasia prostatica.

Vengono affrontate anche le problematiche andrologiche con trattamenti medici e chirurgici. Di recente è stato introdotto l’uso della collagenasi nel trattamento dell’induratio penis plastica (IPP) riducendo il ricorso alla chirurgia per risolvere le complicanze di questa malattia. Vengono anche posizionate protesi peniene nei casi di deficit erettile non responsivi ai farmaci vasoattivi. 

Nell’ambito della Unità Operativa di Urologia vengono trattate anche tutte le patologie oncologiche dell'apparato genito-urinario.

In numerosi casi, adeguatamente selezionati, di neoplasia di reni, ureteri e vescica si pratica una terapia chirurgica, laparoscopica o endoscopica di tipo conservativo con asportazIone solamente del tumore e conservazione dell’organo coinvolto.

Da diversi anni viene utilizzata la tecnica diagnostica fotodinamica (PDD) per neoplasie vescicali che, tramite l'uso di una sostanza instillata in vescica prima dell'esecuzione della cistoscopia, permette,  utilizzando una fonte luminosa adeguata, una migliore visione delle neoformazioni vescicali anche di piccole dimensioni. Questo presupposto è fondamentale per garantire la radicalità dell’intervento endoscopico e la bassa incidenza di recidive per questo tipo di malattia.

Nel trattamento delle neoplasie prostatiche è stata recentemente introdotta anche la laparoscopia con sistema robotizzato, che rappresenta un’ulteriore evoluzione nell’utilizzo dell’alta tecnologia per ridurre l’invasivita’ del trattamento di queste neoplasie.

Per quanto riguarda le patologie benigne, il trattamento endoscopico dell’ipertrofia prostatica viene effettuato sia con la tecnica della resezione endoscopica utilizzando il resettore elettrico (TURP), sia con l'utilizzo del laser ad olmio ( HOLEP, HOLAP) e ultimamente del più innovativo resettore bipolare. Queste ultime tecniche permettono di ridurre le perdite di sangue durante l'intervento ed il decorso post-operatorio del paziente. Inoltre, pur trattandosi di tecniche endoscopiche, consentono di asportare adenomi prostatici anche di grosse dimensioni, senza ricorrere alla chirurgia aperta.

E’ regolarmente attivo un Servizio ambulatoriale per visite ed ecografie urologiche e per endoscopia urologica oltre che un laboratorio di urodinamica con annesso servizio di riabilitazione del pavimento pelvico. 

 

Prericovero

La maggior parte dei ricoveri per intervento chirurgico sono preceduti da un momento, chiamato PRERICOVERO, di valutazione delle condizioni cliniche e del rischio anestesiologico.

La valutazione in prericovero viene prenotata dall'Ufficio Degenze, solitamente effettuata 7-10 giorni prima del ricovero, e prevede la rivalutazione dello Specialista con controllo degli esami/indagini previsti dai protocolli diagnostico-terapeutici relativi alla patologia affrontata e la visita del Medico Anestesista.

 

Laboratorio di Urodinamica

Con apparecchiature computerizzate, vengono studiati i disturbi funzionali del tratto urinario inferiore.

Tali disturbi interessano la fase di riempimento o di svuotamento vescicale: possono essere dovuti a incontinenza urinaria da sforzo oppure essere l'espressione o la complicanza di comuni patologie urologiche, quali l'ipertrofia prostatica nell'uomo e l'uretrocistocele nella donna, ma possono essere associati a patologie neurologiche, come il M. di Parkinson, la sclerosi multipla o più comunemente essere la complicanza neurologica del diabete mellito o di un ernia del disco.

In base alla diagnosi, viene scelto un percorso terapeutico farmacologico, chirurgico o riabilitativo.

 

Rieducazione pelvica e neurourologica

Vengono trattate, con tecniche conservative basate sull’elettostimolazione del pavimento pelvico numerose patologie, dall'incontinenza da sforzo femminile ai postumi di interventi chirurgici demolitivi sulla vescica o sulla prostata, dalle complicanze di patologie neurologiche ai postumi di traumi spinali o di interventi sulla colonna.

 

Ipertrofia prostatica benigna e trattamento endoscopico con laser ad olmio e resettore bipolare

L'iperplasia prostatica benigna (IPB) è una patologia caratterizzata dell'ingrossamento della prostata. Iperplasia vuol dire un aumento del numero delle cellule prostatiche (ghiandolari e fibromuscolari) e questo è la causa dell'ingrossamento. Si parla anche di iperplasia adenoleiomiomatosa della prostata. La parola chiave è " benigna".

L'IPB non è il tumore della prostata ed averla non significa che un uomo non ha più probabilità di sviluppare il cancro prostatico. A differenza del tumore prostatico, che cresce alla periferia della ghiandola ed invade le strutture circostanti, la crescita cellulare nell'IPB avviene all'interno ed interessa la parte centrale della prostata. Di per sé l'ingrossamento prostatico benigno non è sintomatico e non fa male. Se non fosse per il fatto che la prostata circonda l'uretra, l'IPB non richiederebbe nessuna terapia.

L'IPB impiega diversi anni per svilupparsi e molti uomini non si accorgono di avere la prostata ingrossata finché questa non viene a stringere l'uretra e ad ostacolare il flusso urinario. L'incidenza dell'IPB aumenta ogni anno dopo i 40 anni. È presente nel 50% degli uomini tra i 50 e 60 anni e nell'80% degli uomini attorno ai 70 anni.

Quindi l'IPB si sviluppa nell'età anziana. Il 25 % degli uomini affetti da IPB necessitano dell'intervento disostruttivo per risolvere l'ostruzione causata dall'IPB e questo fa si che l'IPB sia la causa più frequente di chirurgia negli uomini sopra i 55 anni. Alla luce di questi dati, L'IPB ha quindi un grosso impatto socio-economico.

L'intervento disostruttivo (che comporta l'asportazione dell'adenoma prostatico) può essere eseguito per via endoscopica transurenale (TURP), quando l'IPB presenta dimensioni medio - piccole (non superiori a 50-60 cc) oppure a cielo aperto per via transvescicale o retropubica, quando l'IPB è voluminosa (superiore a 60 cc) o quando coesistono complicanze vescicali non trattabili endoscopicamente ( voluminosi calcoli e diverticoli vescicali). Sia l'intervento  endoscopico che chirurgico comportano la retrospermia. Negli ultimi anni è stata introdotta la tecnica per l'asportazione endoscopica dell'adenoma prostatico con laser ad olmio (HOLEP, HOLAP) e ancor più recentemente con resettore bipolare. Queste ultime tecniche rappresentano una valida alternativa alle tecniche chirurgiche ed endoscopiche tradizionali.

Tali tecniche permettono di ridurre le perdite di sangue durante l'intervento ed il decorso post-operatorio del paziente. Inoltre, pur trattandosi di tecniche endoscopiche, permettono di asportare adenomi prostatici anche di grosse dimensioni. Differentemente dalla vaporizzazione (HOLAP), in cui viene distrutto il tessuto prostatico, nell'HOLEP e nella TURP CON RESETTORE BIPOLARE è possibile avere l'esame istologico del tessuto prostatico asportato. Il laser ad olmio consente anche di frantumare facilmente calcoli vescicali, che spesso rappresentano una complicanza dell' IPB.

L'enucleoresezione endoscopia dell'adenoma prostatico con laser ad olmio e la resezione endoscopica prostatica con resettore bipolare rappresentano le procedure più innovative e altamente tecnologiche ormai da tempo utilizzate routinariamente  presso il Reparto di Urologia per il trattamento dell'IPB.

Responsabile : Dr. Cancarini Gianni Medici collaboratori : Dr.ssa Anna Scanu, 

L'iperplasia prostatica benigna (IPB) è una patologia caratterizzata dell'ingrossamento della prostata. Iperplasia vuol dire un aumento del numero delle cellule prostatiche ( ghiandolari e fibromuscolari) e questo è la causa dell'ingrossamento. Si parla anche di iperpla...

Ambulatorio di Urologia

ATTIVITA' AMBULATORIALI

  • consulenza e diagnosi in campo urologico
  • cistoscopia
  • ecografia pelvica, perineale, delle vie urinarie ed Eco-Color-Doppler (per lo studio del varicocele e della disfunzione erettile)

Laboratorio di Urodinamica

Con apparecchiature computerizzate, vengono studiati i disturbi funzionali del tratto urinario inferiore.

Tali disturbi interessano la fase di riempimento o di svuotamento vescicole: possono essere dovuti a incontinenza urinaria da sforzo, o essere l'espressione o la complicanza di comuni patologie urologiche, quali l'ipertrofia prostatica nell'uomo o l'uretrocistocele nella donna, oppure possono essere associati a patologie neurologiche, come il M. di Parkinson, la sclerosi multipla, o più comunemente essere la complicanza neurologica del diabete mellito o di un ernia del disco.

In base alla diagnosi, viene scelto un percorso terapeutico farmacologico, chirurgico o riabilitativo.

Rieducazione pelvi -perineale e neurourologica

Vengono trattate, con tecniche conservative, numerose patologie, dall'incontinenza da sforzo femminile ai postumi di interventi chirurgici demolitivi sulla vescica o sulla prostata, dalle complicanze di patologie neurologiche ai postumi di traumi spinali o di interventi sulla colonna.