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Quali analisi prescrive un medico internista?
Il percorso diagnostico di Medicina Interna parte con esami del sangue di routine, detti anche esami bio-umorali, fondamentali per valutare la funzionalità dei principali organi. Tra questi:
- emocromo completo;
- funzionalità epatica e renale;
- profilo glicemico e lipidico;
- elettroliti e indici infiammatori.
Quali esami strumentali vengono richiesti dall’internista?
L’internista si avvale di esami di radiologia di riferimento per approfondire le diagnosi:
- radiografia del torace;
- ecografia addominale;
- TAC;
- risonanza magnetica.
Questi strumenti permettono di valutare eventuali alterazioni strutturali e funzionali, integrando i dati clinici e di laboratorio.
Perché è importante la valutazione clinica iniziale?
L’approccio dell’internista si concentra sempre sul paziente nella sua complessità. Spesso, già dalla prima visita — sia in ambulatorio sia al letto del paziente — è possibile ottenere indicazioni utili grazie all’impiego dell’ecografia clinica come estensione dell’esame obiettivo.
Questa competenza consente di ridurre il numero di esami non necessari, indirizzare verso indagini realmente utili e personalizzare il percorso diagnostico.
Questo specialista valuta il paziente nella sua globalità, elaborando un’ipotesi diagnostica basata sulla visita clinica e prescrivendo esami mirati per confermare o escludere patologie.
Una panoramica su questa malattia, dai sintomi improvvisi della forma acuta al decorso silente di quella cronica.
Le difficoltà nel metabolizzare zuccheri e grassi nascondono spesso patologie croniche o ereditarie che influenzano il benessere quotidiano e la salute a lungo termine