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Che cosa si intende per dislipidemia?
La dislipidemia è una patologia derivante dall’incapacità dell’organismo di metabolizzare gli acidi grassi, ovvero i lipidi che si dividono in colesterolo e trigliceridi.
La malattia può essere sia legata a fattori genetici sia a uno stile di vita sbagliato (dieta poco equilibrata, consumo eccessivo di alcol, fumo, ecc.) e può essere trattata in due modalità:
- correggendo le abitudini quotidiane (ad esempio, scegliendo una dieta più salutare, introducendo l’attività fisica o eliminando fumo e alcol);
- attraverso un approccio farmacologico teso a ridurre la produzione di colesterolo.
Quand’è che la displipidemia può essere considerata una malattia?
Si può considerare la displipidemia una malattia quando lipidi e trigliceridi superano determinate concentrazioni nel sangue, favorendo il loro accumulo nei tessuti e negli organi. In particolare, questi depositi possono interessare il sistema circolatorio, contribuendo alla formazione delle cosidette placche aterosclerotiche.
Queste, una volta organizzate, possono andare a generare le maggiori malattie cardiovascolari come infarti, ictus, arteriopatie periferiche.
Per questo è fondamentale riconoscerla e valutarla nel tempo in modo da poterla approcciare con il trattamento più adeguato.
Il dott. Giacomo Trevisan, responsabile dell’Ambulatorio di Terapia del Dolore, approfondisce le cause del dolore cronico e le possibilità di trattamento nel programma “Vivere in Salute”.
Tecniche avanzate ed esercizi guidati spesso permettono di recuperare la corretta funzionalità dei muscoli del bacino e migliorare la qualità di vita.
Fra le tante patologie che possono compromettere la qualità della nostra vita c’è il glaucoma: controlli oculistici regolari aiutano a individuare precocemente una malattia che inizialmente non dà sintomi evidenti.