Screening mammografici e prima visita specialistica: la dottoressa Marenzi ci spiega come funzionano

2022-05-16
Screening mammografici e prima visita specialistica: la dottoressa Marenzi ci spiega come funzionano

Insieme a tutti gli accorgimenti per una corretta prevenzione, l’autopalpazione è una delle metodiche fondamentali che permette alle pazienti di rilevare dei cambiamenti al seno. Come ribadito nella precedente intervista dalla dott.ssa Maria Cristina Marenzi, infatti, il tumore al seno ha la più elevata incidenza nella popolazione femminile e le armi a nostra disposizione sono la prevenzione, la consapevolezza e una diagnosi precoce.

Cosa fare quindi se, in seguito all’autopalpazione, rileviamo una modificazione del nostro seno? Ogni quanto eseguire esami di controllo come la mammografia? Ne parliamo insieme alla dottoressa Maria Cristina Marenzi, specialista del team di diagnostica senologica del San Camillo.

 

Ogni quanto sottoporsi a visite di controllo?

Prima dei 40 anni è bene sottoporsi a visita senologica almeno una o due volte.

Qualora all’esame clinico vi siano segni obiettivi che meritino ulteriore approfondimento, l’esame di 1° livello in questa fascia d’età è l’ecografia, se persiste il dubbio seguono la mammografia, il prelievo citologico/microistologico, la RMN. Quindi, per seguire le regole radioprotezionistiche, essendo la mammella un organo più radiosensibile in età giovanile, si cerca di effettuare la mammografia solo se strettamente necessario nel sospetto di patologia tumorale.

Le visite dai 40 anni in poi sono, insieme alla mammografia, auspicabili consensualmente una volta all’anno, associate anche all’ecografia su valutazione specialistica del radiologo senologo.

 

Quanto è importante l’autopalpazione?

L’autopalpazione dopo i 20 anni e prima della possibilità di effettuare la mammografia è fondamentale. L’osservazione e la consapevolezza del proprio seno permettono di individuare le modificazioni all'esplorazione visiva e alla palpazione.

Tante persone giungono al centro senologico per un autorilievo. È fondamentale non trascurare o sottovalutare anche una sensazione, da chiarire effettuando gli esami di approfondimento, mammografia o ecografia e visita clinica presso uno specialista.

 

In che cosa consiste la visita effettuata dal medico specialista?

Il primo momento è quello dell’anamnesi, fondamentale per un inquadramento clinico. Si ascolta quindi la paziente, la sua storia sia fisiologica che clinica ed eventuali patologie quali la prima mestruazione, la menopausa, le gravidanze e soprattutto la familiarità di primo e secondo grado per il tumore al seno.

Poi c’è l’esame clinico che consta nell’osservazione delle mammelle.

Bisogna guardarne la simmetria, valutare eventuali retrazioni cutanee, se il complesso areola-capezzolo è normale, se ci sono secrezioni spontanee o provocate dal capezzolo, alterazioni di tipo infiammatorio o doloroso della mammella.

Si passa poi alla palpazione della mammella e delle regioni ascellari.

La palpazione della mammella è volta all’individuazione di tumefazioni o addensamenti e nella regione ascellare di eventuali adenopatie.

Nel caso di rilievi clinici mammari o ascellari si procede alla loro valutazione con indagini strumentali, mammografia, ecografia, con priorità differenti per le fasce d’età e il sospetto clinico.

 

Quali sono le opportunità di effettuare screening mammografici?

Il Sistema Sanitario Nazionale offre la chiamata allo screening mammografico mediante le aziende territoriali. Nell’A.T.S. Valpadana di nostro riferimento, oltre all’intervallo canonico di offerta nell’arco di età tra i 50 e i 69 anni, con chiamata gratuita alla mammografia ogni 2 anni, è stata stabilita un’estensione sia a un’età più precoce che più tardiva con ampliamento del range di chiamata dai 45 ai 74 anni, in relazione alla elevata incidenza di tumore al seno.

Quindi anche al San Camillo c’è la possibilità di effettuare lo screening mammografico.