Qual è il giusto approccio verso i bambini durante una visita oculistica pediatrica? Risponde la dott.ssa Braccio, medico oculista

2022-06-09
Qual è il giusto approccio verso i bambini durante una visita oculistica pediatrica? Risponde la dott.ssa Braccio, medico oculista

 

Dopo averci parlato dell’attività di oftalmologia pediatrica del San Camillo, dei segnali ai quali prestare attenzione e all’aumento della miopia dopo due anni di pandemia, in questa intervista la dott.ssa Laura Braccio ci spiega come funziona la visita oculistica e la valutazione ortottica per i bambini.

Qua è il giusto approccio verso i bambini durante una visita oculistica pediatrica?

Quando il bimbo giunge alla visita oculistica, si trova sempre a vivere una situazione di imbarazzo e paura. Per poter sostenere una visita e lavorare in un ambulatorio di oftalmologia pediatrica è infatti fondamentale avere un approccio quanto più sereno possibile col bambino, un approccio naturalmente ludico e avere moltissima empatia poiché sappiamo che i bambini sono delle spugne, percepiscono appena varcata la soglia dell’ambulatorio cioè che potrà vivere.

Oggigiorno è necessario avere un tipo di atteggiamento rasserenante anche nei confronti del genitore. Si deve tener conto che un genitore affida il proprio bambino nelle mani di un professionista che valuta una funzione, quella visiva, ritenuta fondamentale per la vita forse a volte più di altre funzioni vitali dell’organismo.

Quando un bambino arriva in ambulatorio viene quindi accolto, gli viene sempre spiegato ciò che farà, se si tratta ovviamente di un bambino già capace di comprendere poiché per un bimbo più piccolo le cose diventano più veloci rispetto a questa prima fase di approccio.

Come funziona quindi la visita oculistica del bambino, come avviene?

Viene eseguita una valutazione ortottica che nel nostro ambulatorio è considerata come parte imprescindibile di una visita oculistica. L’ortottista è un dottore in ortottica, ha la capacità di individuare già tutte quelle che possono essere le alterazioni della motilità oculare e dell’ortottica che spesso si associano e sottendono un difetto visivo.

Quindi nella valutazione ortottica un bimbo viene sottoposto ad una serie di giochi che hanno lo scopo di valutare intanto il funzionamento corretto di tutta la muscolatura estrinseca oculare. Si valuta, in pratica, se gli occhi si muovono bene, se c’è convergenza o tridimensionalità vale a dire se c’è percezione, attraverso dei test particolari, delle funzioni principali che identificano una corretta acuità visiva. Si indaga anche se vi è una corretta connessione dell’occhio, attraverso il nervo ottico, con l’area visivo-cerebrale, poiché, ricordiamolo, noi vediamo con il cervello.

Come avviene la visita ortottica pediatrica?

Durante la valutazione ortottica al bambino viene effettuato un esame per valutare la presenza o meno del difetto visivo. A seconda della sua età, quest’esame può essere rappresentato ed eseguito con uno strumento che non prevede una grossa collaborazione da parte del bimbo, oppure un esame computerizzato che può essere eseguito dai 4 anni in avanti, e se il bambino collabora anche a 3 anni, che si chiama autorefrattometro.

Dopo la valutazione, se necessario, perché individuato un difetto di vista, vengono usati dei colliri che dilatano la pupilla e danno la possibilità di stabilire l’esatta entità del difetto visivo. In questa fase bisogna prevedere che il bambino vedrà annebbiato, avrà un po’ di sonno e sarà in difficoltà durante la giornata. Si tratta di un esame imprescindibile poiché questo dà la possibilità di prescrivere una corretta lente o un occhiale che permette al bambino di vedere correttamente.